27 maggio 2011

Gli ammutinati del REX

Varo del transatlantico Rex, cantieri di Sestri
di JENNER MELETTI da 
La Repubblica del 26 maggio 2011

Conoscono già la data dell´ultima festa. «Anche se il cantiere chiudesse, ma noi faremo di tutto perché questo non avvenga, la nave da crociera Riviera, dell´Oceania Cruises, dovremo comunque finirla.
Sarà varata il 21 marzo dell´anno prossimo. E quel giorno saliremo a bordo tutti, noi lavoratori, con le nostre mogli, i nostri figli. I più giovani porteranno i genitori.
Saremo serviti a tavola come dei signori. Primi passeggeri in assoluto, anche se su una nave ferma e solo per poche ore.
 E come facciamo sempre quando una nave costruita da noi prende il largo, diremo ai nostri figli: vedi, questa suite l´ho montata io, questa cucina l´ha progettata Michele…
Insomma, questa è una nave “nostra” e girerà gli oceani con la targa: “Fincanteri-Sestri Ponente”». Hanno le mani robuste di chi è abituato a piegare e saldare lamiere, gli operai che costruiscono le navi. Hanno volti tesi perché l´altro giorno, tornando a casa, hanno dovuto dire a mogli e figli che «a Roma hanno deciso che il cantiere chiude e ci mandano tutti a casa».
Ci sono stati scontri e manganellate, martedì, davanti alla prefettura. «Ci sono giorni in cui bisogna mostrare i denti – dice Alessandro Buffo, 39 anni, da nove in Fincantieri – e altri in cui bisogna raccontare le nostre ragioni.
Noi avremmo una carta vincente, se potessimo usarla: invitare tutti qui, fare vedere le nostre officine e i nostri bacini e mostrare a tutti le cose che siamo capaci di fare». «In un anno, un anno e mezzo, riusciamo a costruire una nave extralusso da 500 milioni di dollari.
Gli americani della Cruises ci hanno ordinato la Oceania Marina, l´abbiamo consegnata un anno fa e subito dopo ci hanno commissionato la Oceania Riviera. Vorrà dire qualcosa, se le navi più lussuose del mondo escono da Sestri Ponente?». C´è afa, davanti al grande stabilimento. I muri delle officine bloccano la brezza del mare.
La storia del cantiere è quella della marineria italiana. «Certo – ricordano Giulio Troccoli e Fabio Carbonaro – i nostri nonni hanno costruito il Rex e l´Andrea Doria, i nostri padri la Cristoforo Colombo e la Michelangelo. Ma noi siamo riusciti a mantenere, come dicono i manager, la leadership, a restare i migliori. Questo perché non si lavora come automi. Un cantiere è come una città, tutti hanno la loro specializzazione e debbono dare il meglio.
Qui ci sono 410 operai e 350 impiegati, ma questi ultimi in gran parte non stanno in ufficio: hanno una tuta marrone, sono tecnici che dirigono i settori e i reparti, sono tutti diplomati o laureati».
Il suono delle sirene e il Gran pavese del Rex, in Amarcord, sono rimasti nella memoria di tanti. Ma il mondo cambia e bisogna stare al passo. Sul mitico Rex c´erano 604 passeggeri di prima classe, 788 fra seconda e turistica, 866 in terza classe. «Oggi quello che è stato il più grande transatlantico italiano non avrebbe mercato.
Noi abbiamo costruito le navi per Costa crociere, fra le quali la Costa Pacifica, 3.500 passeggeri e 1.500 persone di equipaggio, navi belle per crociere abbordabili da molte tasche. Negli ultimi anni, però, gli armatori americani ci hanno spiegato che ci sono dei passeggeri speciali, insomma quelli molto ricchi, che non vogliono viaggiare in compagnia di persone meno ricche e per questo sono disposte a spendere dai 5 mila ai 15 mila dollari per una crociera di una o due settimane. Le altre navi sono lasciate a chi spende 800-900 euro ed è contento perché si fa il viaggio sognato da una vita».
Parlano delle “loro” navi extralusso come se raccontassero di un figlio bravo a scuola. «La Marina e la Riviera non hanno cabine ma suite, veri appartamenti di 75-80 metri quadri. Ci sono il salotto, lo studio, la camera da letto. I bagni in marmo, con idromassaggio.
Nei saloni decorati d´oro si usano davvero lamine d´oro… Vede, noi siamo qui a parlarle di queste navi da sogno e sappiamo benissimo che per comprare un lavandino in marmo pregiato, di quelli che montiamo in una suite, noi dovremmo impegnare tre o quattro mesi di stipendio. Un operaio guadagna sui 1.200-1.300 euro al mese, un impiegato-tecnico qualche euro in più.
Ma raccontiamo queste cose perché vogliamo fare capire una cosa: ce l´abbiamo messa tutta, per fare un prodotto ottimo mandando in vacanza i più ricchi del mondo e accettando stipendi con i quali si fa fatica ad arrivare a fine mese. E adesso ci dicono che possiamo andare a casa, che non serviamo più a nessuno».
Sono tanti i mestieri del cantiere.
Carpentiere, montatore scafo, saldatore elettrico, elettricista, maestro d´ascia, marinaio imbragatore, tubista, aggiustatore apparato motore… «E invece adesso, per tutti, arriva una qualifica unica: esubero. È una parola che ci offende e ci umilia. Siamo operai specializzati, lavoriamo ancora come artigiani. Se devi montare un tubo, guardi il disegno e, se vedi che non va bene, non è che smetti di lavorare e aspetti l´ingegnere. Sai fare le cose, metti il tubo come deve essere messo.
Il nostro mestiere non si impara in un giorno. Ci sono i colleghi più anziani che insegnano, ti fanno scuola. Nella nave-città non ci deve essere nemmeno un errore».
Caschi bianchi, con la scritta Fincantieri in blu. Fabio Carbonaro e Gianni Bottaro dicono che persone capaci di lavorare «dalla lamiera alla bottiglia» – le migliaia di lamiere di 12 metri per 3 sono quelle che servono a costruire il guscio della nave, la bottiglia è quella che viene lanciata contro lo scafo il giorno del varo – non possono essere mandati al macero. «Non siamo rimbambiti, lo sappiamo benissimo che c´è la crisi mondiale e che l´Asia porta via i nostri appalti.
Adesso abbiamo in bacino solo una nave militare indiana, che serve per i rifornimenti di altre navi ed è armata. Accanto c´è la Riviera, che è in fase di montaggio. Tutti i pezzi sono stati preparati e allora da mesi le officine sembrano un deserto. Nei cortili ci rotolano palle di erba, come nei film western. La crisi c´è ormai da tre anni. Ma in altri Paesi, dopo un 2009 disastroso, l´anno seguente è arrivata la ripresa. Noi lavoratori non siamo rimasti a guardare.
Abbiamo detto alla Fincantieri che il cantiere andava rinnovato, perché adesso è spaccato in due dalla ferrovia. In pratica, costruiamo i pezzi nella zona a monte e poi li dobbiamo trasportare, con grande dispendio di risorse, nella parte a mare dove ci sono i bacini. La Fincantieri ha detto: se il governo ci finanzia, potremo fare questo che viene chiamato il ribaltamento. In pratica le officine vanno a fianco dei bacini, così si crea una catena di montaggio.
I soldi sono arrivati, non pochi, settanta milioni, e la Fincantieri ha detto: chiudiamo».
Giulio Troccoli, delegato Fiom (ma qui tutti tengono a dire che c´è un´alleanza stretta fra la Cgil, la Uilm e la Fim Cisl, perché «siamo tutti democraticamente e unitariamente incazzati»), lunedì scorso era a Roma, nella sede della Confindustria, quando è stato annunciato l´esubero di 2.551 lavoratori. «Ho chiamato subito il cantiere, ho detto di fare sciopero e di uscire tutti.
Martedì ci sono stati gli scontri davanti alla prefettura. C´era troppa tensione, non puoi distruggere in un attimo la vita di tante persone. Noi in prefettura eravamo stati tante volte, ci hanno sempre lasciati entrare nell´atrio mentre una delegazione incontrava il prefetto. Martedì c´era un cordone di poliziotti, ci sono stati sassi e manganellate. Ma non ce l´abbiamo con gli uomini in divisa. Loro sono lavoratori al servizio dell´ordine pubblico, noi lavoratori dell´industria che non vogliono perdere il futuro».
Nel pomeriggio, per quelli che qualcuno già chiama “gli ammutinati del Rex” un incontro con la Regione. Domani, un altro sciopero di due ore. «Non siamo nati ieri», dicono Giuseppe Gargano della Uilm e Guido Misi della Fim Cisl. «Sappiamo che sarà dura. Pomigliano? È tutta un´altra storia. Là Marchionne ha detto: vi tolgo dei diritti per fare più macchine. Gli operai hanno risposto in modo diverso. Qui invece la Fincantieri dice: chiudo e basta.
E siamo noi operai a fare proposte, a dire: ragioniamo. La chiusura non è un ragionamento». I commercianti di Genova hanno dato i primi aiuti per la trasferta degli operai a Roma, il 3 giugno, quando ci sarà l´incontro con il governo. C´è mezza città che vive attorno a Fincantieri, Ansaldo e porto. Solo per la fabbrica delle navi fino a un anno fa c´erano duemila operai nell´indotto, già ridotti a mille. Se la battaglia non sarà vinta, mancheranno troppi stipendi.
E anche l´occasione di mettersi il vestito nuovo. «Il varo di una nuova nave è sempre stata una festa della città – dice Giulio Troccoli -. L´anno scorso sono arrivate anche le Frecce tricolori. Le mogli e le fidanzate avevano il vestito più bello. E il giorno dopo andavano dal droghiere e dicevano: lo sa, il mio uomo lavora alla Fincantieri»

7 commenti :

  1. Un racconto molto triste. Si respira l'aria triste dei lavoratori Fincantieri.

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  2. E adesso ci dicono che possiamo andare a casa, che non serviamo più a nessuno...........
    Si vergoni in prima persona il Capo dello Stato, che chiede a noi Italiani di essere piu' coerenti in tutto, e poi si leggono certi articoli, scritti con la rabbia nel corpo, vedere sfumare il lavoro tramandato da generazione in generazione, Caro Presidente della Repubblica Italiana, cosa sarebbe questo, il regalo dato ai lavoratori della Fincantieri per festeggiare il 150° anniniversario del nostro paese?, e voi politici papponi che vi ingrassate le tasche racontandoci frottole ogni giorno, che andate alle inaugurazioni di questi gioelli galleggianti "GRATIS" , e sicuramente non pensate che dietro tutto questo cè il sudore di chi ci lavora, il pericolo di lasciarci la vita, pur di consegnare in tempo una nave,...........NO' voi laggiu' Roma sapete solo parlare a casaccio, per voi lasciare a casa molti operai e di conseguenza sul lastrico molte famiglie, Poco vi Importa, tanto la vostra paghetta è assicurata finche morte non vi porti via, VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!, ecco un altro esempio di malgoverno, qualunque esso sia, per voi basta svegliarvi un giorno e dire domani Chiudiamo questo o quello, patetici,.
    Spero che le Signor presidente faccia ragionare chi ha fatto questa scelta, e che torni indietro sui suoi passi, e magari incentivare piuttosto che tagliare, o vogliamo far si che il mondo sia gestito solo dai paesi Asiatici?????'''. io sono Italiano, loro sono Italiani, e grazie a loro l'immagine Cantieristica Italiana è famosa nel mondo, vediamo una volta per tutte di non far sempre le orecchie da mercante voi laggiu' a ROMA,.Fincantiri deve vivere potenziarsi e non cadere nell' dimentacatoio Italiano.
    Signor Presidente, lei ci ha chiesto di aiutare i profughi, ci ha chiesto di aiutare i teremotati, ora io Giovanni Noal vi chiede di aiutare chi rischia il posto di lavoro, chi rischia di andare a fare l'elemosina, chi rischia di vedere la sua vita distrutta in un attimo, perche' qualcuno laggiu' ha detto............!, io non sono nessuno, son Italiano ma spesso mi pento di esserlo, visto cio' che accade e che purtroppo leggo,io sono un crocierista che ogni volta che salgo su questio gioielli modellati da persone stupende mi regalano la possibilita' di vivere stupende emozioni, basat solo toccare un reggimani, o camminare per i saaloni, per sentire le parole gli odori il sudore di queste persone che fanno di tutto per renderci felici quando andiamo in vacanza alloar SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, VEDA CHE IL 150° ANNIVERSARIO DELLA NOSTAR ITALIA NON SIA UN RICORDO AMARO PER GLI OPERAI DELLA FINCANTIRI,.....................grazie!
    giovanni noal

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  3. commovente storia e bel commenti quello del signor Giovanni
    Come altri, sono vicina agli operai della Fincantieri e spero vivamente che gli armatori non faranno costruire navi dagli asiatici (basso costo per la compagnia e qualità della nave scarsa)

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  4. Triste storia ma prevedibile. Da tempo vado affermando, tramite il mio "mugunoso" blog AMARCORD che gli armatori negli ultimi anni sono andati "fuori di testa", varando "condomini galleggianti" sempre più enormi. Ora l'offerta di crociere supera nettamente la domanda. La crisi internazionale e la concorrenza asiatica non promettono nulla di buono. Il "canapo" era troppo teso e si è frantumato. Giovanni Noal ha ragione, ma trovare una soluzione immediata, secondo il mio modesto pensiero, non è facilissimo.Da crocerista "svizzerotto" che ama Genova e tutta l'Italia suggerisco a coloro che diverranno proprietari della TIRRENIA di sostituire gli attuali "obsoleti" traghetti con nuovi, moderni e in grado di collegare non solo la Sardegna e la Sicilia, ma anche il meridione d'Italia e altre isole minori con regolarità. Per FINCANTIERI potrebbe essere una prima "ciambella di salvataggio". Varare nuove navi da crociera in questo momento dove la nave sta vistosamente rallentando è un rischio che gli armatori non desiderano correre. Se volete, dato uno sguardo al mio ultimo post: "CROCIERE IN CRISI?".

    http://web.me.com/silvanonessi/

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  5. Scordavo!

    Berlusconi aveva promesso, anni or sono, le AUTOSTRADE DEL MARE.
    Questa potrebbe essere la sua ultima occasione, prima di abbandonare
    la "scena". Non vi pare?

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  6. Sono di castellammare e spesso vi leggo e lascio i miei commenti, Ho il cuore in frantumi e la paura in corpo per quello che potra accadere da qui a poco. La Camorra, che a Castellammare esiste ma che lavora in modo sottorraneo tra appalti, spaccio e affari loschi legalizzati, non aspetta altro. A Castellammare gira una sola voce in dialetto napoletano che dice add muri sansone e tutti i filistei. Tradotta in italiano significa che questa fine è solo l'inizio di una fine molto liu tragica. Cosa è il Cantiere per Castellammare e per tutto il bacino? Significa scuola. Significa orgoglio. Significa soddisfazioni. Significa riscatto. Significa futuro. Significa in una parola sola VITA.Ora vogliono eliminare tutto, cancellare solo perche a conti fatti hanno realizzato uno sperpero di risorse a livello di direzione duranti i setti anni grassi ed ora traggono le conclusioni. Ma dal basso della mia piccola esperienza posso solo ben dire una cosa. Tutti sanno che quando un prodotto diventa maturo la sua fine è vicina. Tutti sanno che quando un'azienda non funziona sono le scelte della direzione a dover essere messe in discussione. Tutti sanno che il mercato delle crociere finirà non solo perche prossimo alla saturazione ma perche l'averlo abbassato a prodotto globale e per la massa lo ha reso un prodotto maturo. La massa cambia facilmente i propri gusti molto piu facilmente di quanto si puo cambiare una nave. Le storie che si dicono su castellammare sono tutte false. Certo anche li c'è la camorra le infiltrazioni il clientelismo. Ma se per uno che non lavora ci sono due operari che lavorano per tre, che si ammazzano, che spesso cadono giu e si fanno male. Non siete di Castellammare altrimenti sapreste riconoscere una sirena dell'ambulanza dalla sirena della vettura di soccorso dei cantieri di castellammare. Tutto il paese è legato a questo cantiere, cosa da 200 anni e passa. inevitabilmente la citta ha stretto un connubio perfetto con questa attivita. L'unica e sola attivita del meridione escludendo Pomigliano. Di questi giorni hanno ridotto Gioia Tauro, volevano chiudere Pomigliano, Alitech, Oggi il cantiere. Cosa Domani? Cosa per i nostri figli? Cosa per il nostro futuro? Ogni singolo ragazzo che lavora come operaio ai cantieri si sceglie il suo mentore/maestro dal quale apprende segreti, consigli trucchi per tramandare in futuro un'arte. Credete che tutto questo non si ripercuota su tutto la filiera? Quante persone di questo sterminato bacino non prenderanno piu una nave, piu un traghetto, non faranno piu una crociera, non spenderanno piu un istante della loro vita per qualcosa che galleggia? sapete il perche? perche quel cosa li sta portando a fondo. Ed allora è giusto che deve affondare tutto. Perche se un crocierista sale a bordo per una settimana su un gioiello galleggiante, deve sapere che in quelle lamiere c'è anche il sangue di chi ha plasmato la materia informe di un pezzo di ferro. Quando partirete per i vostri bellissimi viaggi ricordate queste parole. A tutte le compagnie che con le loro sporche politiche commerciali e le loro smanie di onnipotenza hanno creato tutto questo cosa augurare? Saluti da una piccola città che ha tutte le carte in regola per diventare la perla del Golfo di Napoli. Saluti da castellammare

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  7. ANONIMO:
    erche se un crocierista sale a bordo per una settimana su un gioiello galleggiante, deve sapere che in quelle lamiere c'è anche il sangue di chi ha plasmato la materia informe di un pezzo di ferro
    IO L'HO PURE SCRITTO:io sono un crocierista che ogni volta che salgo su questio gioielli modellati da persone stupende mi regalano la possibilita' di vivere stupende emozioni,E LO RIPETO, un crocierista deve anche se minimamente pensare quando va' in crociera che ogni angolo, di una nave parla, suda,impreca ecc, perche' un uomo l'ha costruita con il suo sudore, le sue paure, le sue speranze.
    giovanni noal

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