21 giugno 2012

"Raising the Costa CONCORDIA"...al via il recupero della nave


"Raising the Titanic" è il titolo di un famoso libro di Clive Cussler dalla trama quasi fantascientifica, ovvero recuperare il Titanic, una missione appunto titanica.  Dal romanzo venne tratto anche il film "Blitz nell'oceano"...Ora prendiamo in prestito una parte del titolo del romanzo che completeremo così "Raising the Costa Concordia".

E' iniziata la lunga  missione del recupero della Costa Concordia. Le operazioni dureranno circa 12 mesi , costeranno circa 300 milioni di dollari (a carico della Costa e delle assicurazioni) e richiederanno la presenza di 300 operai. 
La base operativa, per evitare un impatto sulle attività del porto turistico dell’isola, sarà fuori dal Giglio vicino a Piombino dove verranno posizionati i macchinari e i materiali necessari per gli interventi. Durante la conferenza stampa, l’operazione («mai tentata prima») è stata definita «ciclopica».

Come si recupera la Costa Concordia?

Il progetto prevede 4 fasi
Inizialmente saranno eseguite delle trivellazioni propedeutiche nella roccia del fondale marino per capire quali tipi di pali (una sessantina) dovranno essere piantati. L’università La Sapienza di Roma eseguirà inoltre una mappatura: è infatti previsto che i materiali delle trivellazioni vengano tolti, preservati in superficie e poi ricollocati al termine dei lavori.

La seconda fase prevede la stabilizzazione della nave per evitare che scivoli sul fondo: verrà bloccata grazie alla costruzione di una piattaforma subacquea sorretta dai pali (una specie di ampliamento artificiale del piano d’appoggio della nave) e sarà assicurata da grossi tiranti.
Questa operazione dovrà essere conclusa entro il 31 agosto, data individuata come limite ultimo per evitare di correre rischi troppo grossi. Franco Gabrielli, capo della protezione civile, ha infatti spiegato: 
«Che la Concordia possa rompersi, deformarsi o scivolare sul fondo è la scoperta dell’acqua calda e nel novero delle possibilità nessuno può escludere che la nave possa scarrocciare sul fondo. Ma allo stato il pericolo non è imminente. Quel che è certo è che la nave non può stare così per lungo tempo e in ogni caso rappresenta un rischio per l’ambiente. Più passa il tempo e più aumentano i rischi».

Sul fianco sinistro della nave saranno posizionati dei cassoni metallici riempiti d’acqua per bilanciare il peso dello scafo semi-sommerso sul lato opposto. I cassoni, i tiranti e il fondale artificiale permetteranno alla nave di tornare a galleggiare.
L’ultima fase prevede lo svuotamento dei cassoni sul lato sinistro dall’acqua per raddrizzare la Concordia che resterà a galla e in asse grazie ad altre gabbie aggiunte sul lato destro (prima sommerso). Grazie a questo salvagente metallico la nave sarà trainata lontano dall’isola. Non è stato ancora individuato il porto italiano nel quale il relitto verrà portato per essere demolito. 

EXTRA:

FOTO: all'interno del ponte di comando
QUI il video animazione del recupero della Concordia
Foto: Max Rossi

14 commenti :

  1. e se si spacca, l'inquinamento è certo. Auguro ai lavoratori che i loro piani vadano a buon fine.
    Sarà uno spettacolo a cielo aperto, con i bagnanti che prendono il sole.

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  2. Grandiosa operazione, speriamo che fili tutto liscio e senza problemi. Un grande ..."in bocca al lupo"... a tutti quelli che si cimenteranno in questo recupero.
    Per lo staff di "Pazzo per il mare": è possibile aprire una sezione su questa operazione con notizie e immagini sempre aggiornate?

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    1. non avevo notato che sopra la piscina centrale era caduto il tetto apribile.

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    2. Hai ragione, molti particolari "normali" che con la nave inclinata sfuggono completamente, io ho avuto spesso questa impressione guardando le fotografie degli interni

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  3. tanto affondera' sicuramente !

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  4. Giovanni che cosa dici non affonderà sicuramente. Alla faccia dei gufi. Viva costa crociere .

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  5. Voi pensate che una azienda del genere possa fallire un progetto del genere,forza avvianti così !!!

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  6. Quando penso a Concordia, penso sempre alla cabina che avevo occupato fino al mattino del 7 gennaio scorso... mi dico sempre: "Non è sott'acqua"... e spero con tutto il cuore che non succeda mai!

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    1. è vero, deve essere una brutta sensazione e pensare anche che all'interno ci sono ancora due corpi da ritrovare.

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  7. Concordo con anonimo che queste aziende non intraprendono tali lavori improvvisandoli. Voi sapete che io non parteggio per una o per l’altra compagnia, ma questo recupero che non ci dimentichiamo è unico nel suo genere per difficoltà e per dimensione della nave, eseguito mi risulta con tecnici e tecnologie italiane, sarà per Costa una grandissima operazione di marketing, qui non si recupera solo il relitto della Concordia, ma la credibilità di una Compagnia. La riuscita di questa operazione di recupero potrebbe segnare la rinascita definitiva di Costa e lo sdoganamento dal massacro mediatico subito. Insomma in ultimo, per Costa, il disastro Concordia potrebbe essere una “fenice” dalle cui ceneri infine risorgere.

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    1. Verissimo Riccardo, per Costa alla fine sarà un ritorno per l'immagine e dignità.

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  8. sicuramente per i danni ambientali che dovra pagare hihihihii

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  9. alfredo (capitano49)16 luglio 2012 alle ore 11:12

    Il lavoro che stanno approntando è giusto sperimentato su altre navi anni addietro con mezzi meno tecnologici degli attuali.La nave non è una pasta frolla come alcuni asseriscono che si spezzi.I tecnici avranno messo in conto ciò e sapranno come evitarlo.

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  10. Che Dio la mandi buona x tutti gli operai e la povera CONCORDIA.1Fine non meritata.

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