1 ottobre 2012

Italia & Crociere 2013....alti e bassi


A pochi mesi che ci separano dal nuovo anno (come passa il tempo) possiamo dare già uno sguardo dettagliato o quasi alla situazione Italia & Crociere 2013
Partiamo dalla base, il mercato crocieristico in Italia per 2013 sarà stabile..
I dati Cemar indicano per l’anno prossimo un leggero incremento nel movimento passeggeri: 10.965.000 unità (+1,63% rispetto ai 10.789.00 del 2012), di cui 6.427.050 in transito e 4.538.870 imbarcanti o sbarcanti. 
Sostanzialmente stabili le toccate nave nei porti italiani (4.884 nel 2013 e 4.897 nel 2012) e invariato il numero di armatori: 47, come quest’anno.

Diminuiscono invece il numero di navi che toccano le nostre coste e il numero di porti coinvolti nell'attività crocieristica. Al termine del 2013 saranno transitate 142 navi contro le 148 del 2012 (-4%). I porti italiani passano invece da 66 nel 2012 a 61 nel 2013 (-7,57%) per effetto del decreto “Salva Coste”.

Hanno detto:
«Nel corso del 2013 assisteremo purtroppo a una drastica diminuzione se non alla scomparsa degli scali in alcuni porti minori, quali Portofino, Ischia e Porto Cervo – ha detto Senesi presidente Cemar Agency Network di Genova – si tratta degli effetti negativi del decreto Salva Coste, con il quale abbiamo perso circa 40mila passeggeri nel settore delle crociere di lusso: nonostante l’impegno profuso dalle istituzioni locali, gli armatori hanno giustamente preferito rivolgersi a destinazioni vicine e maggiormente garantite, favorendo anche così i porti della Costa Azzurra e della Corsica.
Un sistema portuale organizzato – continua Senesi - consentirebbe un’ulteriore crescita del traffico passeggeri nei porti italiani, con un incremento che possiamo stimare in due milioni di presenze. Sarebbe sufficiente migliorare la ricettività dei nostri porti e garantire banchine attrezzate: si tratta di semplici azioni mirate che senza dubbio andrebbero a vantaggio del nostro Paese e a discapito della movimentazione nei porti francesi, spagnoli e croati».
La classifica dei porti italiani:

1. Civitavecchia: 2.450.000 di passeggeri movimentati.
2. Venezia
3. Napoli 
4. Livorno per la prima volta sopra quota un milione.
5.     Genova, che si contende la posizione con Savona.

2013; novità nella classifica

Il 2013 porterà invece importanti variazioni nella classifica dei porti. Genova guadagnerà ben due posizioni, superando i 1.100.000 passeggeri movimentati, piazzandosi così in terza posizione dopo Civitavecchia e Venezia e prima di Napoli, Savona e Livorno
Nel 2013 saranno cinque i porti che supereranno quota un milione di passeggeri (Civitavecchia, Venezia, Genova, Napoli e Savona), mentre altri tre si assesteranno tra i 500mila e un milione (Livorno, Bari e Messina). 

A scendere, troviamo sei porti tra i 100mila e i 500mila passeggeri (Catania, Palermo, Salerno, Ancona, Cagliari e Ravenna) e poi ancora quattro porti tra i 50mila e i 100mila passeggeri e 12 porti tra i 10mila e i 50mila passeggeri. Chiudono la classifica i 31 porti minori italiani, che non raggiungono i 10mila passeggeri movimentati.

Il porto di Genova cresce grazie alla MSC crociere

La forte crescita del porto di Genova come anche di altri porti della penisola nel 2013 è senz’altro riconducibile all'aumento degli scali di MSC Crociere (oltre 780 toccate in Italia con oltre 2.800.000 passeggeri movimentati) mentre Costa Crociere e Royal Caribbean nel complesso rimangono stabili. Nel 2013 ci sarà il ritorno nel Mare Nostrum della compagnia Disney e la seconda nave della Carnival

Una forte diminuzione strettamente legata al Decreto Salva Coste affonda Portofino con quasi -50%. Napoli e Livorno saranno invece penalizzati nel 2013 da evidenti difficoltà nella garanzia degli ormeggi: un problema che il porto campano e quello toscano dovranno affrontare e risolvere, anche perché ha già ampiamente favorito le destinazioni vicine quali Salerno e La Spezia che aumenteranno notevolmente il traffico crocieristico.


5 commenti :

  1. Premetto di non conoscere il decreto “salva coste” nei suoi dettagli, ma se ha penalizzato scali di gran pregio direi perle e vanto italiano come Portofino, Ischia e Porto Cervo ove si scendeva in rada per delle bellissime escursioni, tanto basta! Vuol dire che è la solita fesseria governativa partorita da probabili incompetenti certamente però privi di buon senso e che di sicuro penalizza il turismo invece di salvaguardarlo e certo, ci si potrà scommettere, non eviterà gli “inchini” se questi dovranno esserci.

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    1. Io sono daccordo sul fatto che le navi non si fermino in queste bellissime località.E' vero che dobbiamo attirare il turismo, ma è anche vero che ne abbiamo un decadimento con inquinamento, turisti poco educati e quant'altro.
      Buona la prospettiva di Genova e Livorno.

      Bobina

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    2. Con il decreto salva coste non concordo per niente. Questo porterà anche alla perdita di lavoro di molte persone che magari venivano pagate nelle giornate in cui c'era la nave in porto, con meno 50% è tantissimo.
      Sono contento per Genova che finalmente viene rivalutata e per gli altri porti, seppur bellissimi, hanno bisogno di nuove banchine urgentemente.

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    3. Io invece sono contento per il porto di Ancona che si sta movimentando molto (attraccano navi come Seven Seas Mariner , il veliero Club Med 2, Costa Classica e Msc Armonia). Mi dispiace per quelli che perderanno il lavoro ma sicuramente il rischio di incidenti è minore e poi come dice Bobina bisogna valutare anche il fatto dell'inquinamento di quei stupendi posti.

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  2. Dobbiamo tutti decidere cosa vogliamo, le mega navi a Venezia? Le navi in rada in posti come Portofino, Ischia e Porto Cervo? Oppure vogliamo perdere quote di mercato, rimanere sempre in affanno e vedere proliferare altri scali in altri paesi del Mediterraneo più pronti a cogliere le attuali esigenze del settore e le future prospettive? Quando si pensa a Concordia si dovrebbe pensare ad una lezione, quella che le regole che già esistono devono e sottolineo devono, essere rispettate, quella nave non doveva essere li in quelle condizioni e in quel tratto di costa, questo stabilivano le regole. Lasciarsi prendere da paure medioevali non aiuta questo settore e tantomeno l'economia generale di questo paese.

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