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19 settembre 2011

VESPUCCI: "Ricomincio da...80"


Sono passati degli anni da quel lontano 22 febbraio del 1931, eppure la Amerigo VESPUCCI la nave scuola più bella del mondo ha mantenuto inalterato ed intatto il suo fascino arrivando in perfetta forma ad 80 anni di navigazione in giro per il mondo, ritornando nella città che le ha dato i natali, ovvero a Castellammare di Stabia.
A renderle omaggio c'è l'intera cittadina e tutto il susseguersi di autorità più o meno interessate, purtroppo fanno da cornice a questa bella signora del mare un desolato cantiere completamente vuoto di ordini di costruzione e di persone.

Sono appena le 16 quando arrivo che già occorre aspettare qualche minuto per salire a bordo, il giro dura poco, anche perchè l'unica parte accessibile è quella del ponte superiore saggiamente coperto da un telo a poppa per evitare colpi di sole, molto belle e di altri tempi le rifiniture in legno, molto curate. Tutti in fila a centro nave per fotografare l'enorme crest che riporta il motto di questa unità: «Non chi comincia ma quel che persevera».


Il giro prosegue verso prua dove tra cordoni che impediscono di accedere ai piani inferiori ed odori di gas di scarico e cucina si giunge a prua non prima però di aver notato una sezione dove si trova tutto l'occorrente da utilizzare in caso di pericolo o problemi con le varie cime e vele presenti a bordo e le minuscole alette di manovra.
Peccato che la parte centrale non accessibile sia quella visivamente per gli appassionati più interessante per via della presenza delle targhe di costruzione e ristrutturazione della nave.


Molto bello vedere e toccare con mano a prua le due ancore di riserva e l'enorme quantità di cime, bozzelli, bitte lucide con l'effige della nave nonchè l'impressionante reticolato di scalette e cime varie che sovrastano il capo del visitatore, insomma roba di altri tempi, o di un altro secolo.
Prima di scendere si nota la sala carteggio dove alcuni allievi sono impegnati a svolgere delle esercitazioni tra gli sguardi attoniti dei visitatori.

Purtroppo si giunge subito alla fine della visita, giusto il tempo di girarsi indietro per un ultimo saluto e poi sottobordo per le ultime foto.
Neanche il tempo di scendere che subito si ha voglia di risalire ma nel frangente la fila è aumentata e l'attesa per salire inizia a diventare lunga...


Davanti a tanta bellezza ed importanza della nave cui si ha di fronte è difficile trovare delle note stonate, però data l'importanza della nave, il suo valore storico ed il suo prestigio sarebbe stato carino poter visionare, anche da lontano le targhe del cantiere di costruzione ed acquistare qualche ricordino della nave dato che non capita tutti i giorni di imbattersi nell'AMERIGO VESPUCCI.
Mirko.

"L'affetto che Castellammare di Stabia ha riservato all'Amerigo Vespucci, nei due giorni di sosta in città, è stato straordinario. L'affluenza di visitatori è stata enorme, ma sarebbe stata ancora maggiore se la permanenza fosse stata più lunga. Per questo, fin da subito, cercherò di attivare una interlocuzione con lo Stato maggiore della Marina militare per poter verificare la possibilità di stabilizzare, annualmente, quest'appuntamento e fare di Castellammare una tappa fissa nel calendario dell'Amerigo Vespucci".


"L'arrivo del veliero più famoso al mondo in città", ha continuato Bobbio, "ha per tutti noi un altissimo valore simbolico, che ci consente non solo di guardare al nostro passato e alla nostra eccezionale tradizione navale e cantieristica, anche di pensare al futuro in maniera ancora più propositiva e concreta. Fare in modo che il Vespucci torni a casa, in famiglia, almeno una volta all'anno, per fare da perno di una serie di eventi e iniziative propositive, è la strada giusta per rafforzare in maniera sensibile e visibile il grande legame che esiste tra la nave italiana più famosa al mondo e la città da cui, ottant'anni or sono, ha preso il largo".


Così ha detto il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio 

12 settembre 2011

Amerigo Vespucci, tutto pronto per l'arrivo a Castellammare

La nave-scuola "Amerigo Vespucci",  domani attraccherà per due giorni  (13 e 14 settembre) nel porto di Castellammare per festeggiare gli 80 anni dal varo, avvenuto negli stessi cantieri della città campana.

A bordo, oltre all'equipaggio standard dell'Unità, ci sono 111 Allievi della Prima Classe del Corso dei Ruoli Normali dell'Accademia Navale di Livorno. I ragazzi (87 uomini - di cui 7 stranieri - e 24 donne) sono al termine dalla Campagna estiva d'istruzione iniziata lo scorso 5 luglio.

Nel corso dello stage formativo svolto in Mediterraneo e nel Mar Nero, hanno percorso oltre 4.500 miglia ed hanno fatto sosta nei seguenti porti stranieri: La Valletta (Malta), Haifa (Israele), Limassol (Cipro), Istambul (Turchia), Odessa (Ucraina) e Sebastopoli (Ucraina).

Il programma:

13 settembre 2011:
L'arrivo della Vespucci è previsto alle 9 del mattino.
-Il capitano di vascello, Paolo Giacomo Reale, farà visita a Palazzo Farnese per il saluto al sindaco di Castellammare di Stabia, on. Luigi Bobbio.
-Dalle 15 alle 19 e dalle 20.00 alle 22.30 sarà possibile visitare il veliero, attraverso l'accesso pedonale del varco d'ingresso del porto di Castellammare di Stabia.

14 settembre 2011:
Dalle 11.00 alle 14.00 la fanfara dei Bersaglieri sfilerà per le strade della Città.
La Vespucci salperà nella tarda mattinata per riportare i giovani Cadetti a Livorno.

13 agosto 2011

L'Amerigo Vespucci ritornerà a Castellammare dove fu costruita

L'Amerigo Vespucci, nave scuola degli Allievi ufficiali della Marina militare italiana, fara' tappa a Castellammare di Stabia per una due giorni di festeggiamenti alla cittadinanza che varo' il prestigioso veliero 80 anni fa.
Per l'occasione si sono mobilitate le migliori forze produttive locali, l'associazione degli Albergatori, l'Ascom, la Croce Rossa italiana, che hanno costituito un Comitato di accoglienza per dare i dovuti onori all'equipaggio e alle autorita' attese.

L'arrivo a Castellammare di Stabia e' previsto il 13 settembre e la nave, costruita dalla Regia marina nel 1931 nei Cantieri navali di Castellammare di Stabia, torna nella sua citta'-madre in un momento particolarmente difficile per la cantieristica. Oggi, infatti, il cantiere e' chiuso per mancanza di commesse ma da settembre, informa Fincantieri, iniziera' la costruzione di due pattugliatori.

La speciale ricorrenza, che ricade per giunta nell'anno dedicato alle celebrazioni dei 150 dell'Unita' d'Italia, sta suscitando un grande fermento tra le forze sane del tessuto produttivo locale che vive la grande crisi economica e del turismo. Per questo e' nato il 'Comitato 80/150 Amerigo Vespucci a Castellammare di Stabia' che, dall'attracco nel porto stabiese dell'Amerigo Vespucci, intende avviare una nuova stagione di iniziative per risalire la china.

22 febbraio 2011

Amerigo VESPUCCI compie 80 anni...un mare di Auguri.

Questa è la storia di un veliero che ha compiuto la bellezza di 80 anni, parliamo della Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo.
Di Gigi Di Fiore, giornalista de "Il Mattino"

CASTELLAMMARE DI STABIA - Quella mattina, sulla banchina c’era gran folla sin dalle otto. Il varo di una nave era sempre un rituale, una festa che coinvolgeva l’intera città da quasi due secoli. E quel giorno, Castellammare sembrava essersi concentrata tutta all’interno dei Cantieri navali: la nave scuola «Amerigo Vespucci» scendeva in mare. Era il 22 febbraio, oggi, ma di ottanta anni fa. Una data che fu scelta non a caso: il navigatore che dava il nome alla nave era morto proprio un 22 febbraio del 1522.

L’imbarcazione che è vanto della marina italiana compie gli anni, ma anche per i cantieri navali di Castellammare, in preda a crisi e annunci di ridimensionamento, è una data da ricordare. È la celebrazione della storia di una tradizione, di un caposaldo dell’abilità professionale stabiese nel settore cantieristico.

I giornali dell’epoca raccontano che quel giorno c’era tantissima gente. Comprese le famiglie di quegli operai che, con il loro sudore, avevano contribuito a quel miracolo. C’era il comandante marittimo Oscar Cerio, il direttore colonnello Odoardo Giannelli, il comandante Roberto Filangieri di Candida presidente della Lega navale. E poi il vescovo Pasquale Ragosta, che benedisse la nave dopo la cerimonia religiosa. La madrina, Elena Cerio, figlia del comandante Oscar, fu incaricata dell’atteso rito solenne: fu lei a spingere la classica bottiglia di spumante contro la chiglia della nave. Discorsi, applausi, poi la frase rituale: «In nome di Dio, taglia!». La scure fu abbattuta sulle trinche e la nave scivolò, nel silenzio generale e tra sguardi pieni di commossa meraviglia, in mare.
Fu l’inizio di una grande avventura per l’«Amerigo Vespucci», nave realizzata sul progetto di un vascello di fine Settecento. È la più antica imbarcazione in attività nella Marina italiana, utilizzata per crociere di formazione e addestramento degli allievi dell’Accademia di Livorno. I colori bianco e nero, i tre alberi, le vele riportano ad avventure e racconti di mare del passato.

L’equipaggio di 278 persone viene integrato, durante le crociere di addestramento, dagli allievi dell’Accademia fino a raggiungere ben 480 unità. In giro per il mondo, soprattutto nel periodo estivo, con addestramenti che dal 1931 al 2010 hanno attraversato 76 crociere di cui 40 nel nord Europa, 20 nel Mediterraneo, 5 nell’Atlantico, 7 in nord America, una in centro America e sud America. E poi due giri del mondo, tra il maggio 2002 ed il settembre del 2003.

Gli addestramenti sono tre mesi di magia, di sperimentazione di rischi e abilità tecniche, attraverso il fascino di una perfetta imbarcazione che riporta al passato della marineria. E in questa alchimia echeggia l’abilità dei tecnici e maestri dei Cantieri navali stabiesi. Una lapide in marmo, scoperta dall’amministrazione comunale il 23 giugno 2006, ricorda quel varo: «Dagli scali di questo cantiere scendeva in mare il 22 febbraio 1931 la nave scuola Amerigo Vespucci vanto della marina italiana superba realizzazione progettata dall’ingegnere Francesco Rotundi a riprova delle capacità e dell’ingegno dei figli di Stabia».
La nave fu costruita in soli dieci mesi, sotto la direzione del colonnello Odoardo Giannelli che tenne il discorso ufficiale la mattina del varo. Solcò il mare nei primi anni con il motto «Per la Patria e per il re». Altri tempi, si era in pieno ventennio fascista e a cinque anni dalla proclamazione dell’impero italiano in Africa. Smaltita la sbornia retorica, con lacrime e sangue, nel 1946 il motto della «Vespucci» divenne «Saldi nella furia dei venti e degli eventi». Trentadue anni dopo, nel 1978, si arrivò al motto attuale: «Non chi comincia ma quel che persevera».
Una storia che affascina chi nel mare vede avventura e appagamento di conoscenza. Anche la nave scuola gemella, la «Cristoforo Colombo», fu varata a Castellammare. Gemella sfortunata: fu ceduta all’Unione Sovietica come pagamento per i danni di guerra nel 1949, per essere smantellata nel 1963. Invece, la storia della «Vespucci», da quattro mesi comandata dal capitano di vascello Paolo Giacomo Reale, dopo ottant’anni continua ancora...

20 agosto 2010

Amerigo Vespucci ad Amsterdam

Ogni cinque anni ad Amsterdam si radunano i più grandi velieri del mondo. Tra i velieri c'è anche la nostra Amerigo Vespucci.