10 febbraio 2011
9 febbraio 2011
Msc Fantasia...a tutta forza
Qualche foto dell'amico Paolo che ritengo siano veramente eccezionali. Le foto sono state scattate nel mese scorso dal Ponte di Comando della Msc Fantasia, luogo della nave che ogni "crocierista doc" desidera vedere di più al mondo e specialmente rimanere immobile su una delle alette di plancia per ammirare la navigazione con la nave in tutta la sua lunghezza.


8 febbraio 2011
2012. Con Costa, verso l'infinito e oltre...
Carissimi internauti, siete pronti? il 16 febbraio uscirà online e subito dopo in agenzia di viaggi, il nuovo Catalogo Costa 2012 e da voci di corridoio, sarà straricco di novità.
L'attesa è dura, posso capirlo, ma per occupare il tempo passo la parola a voi con le vostre previsioni.
Una cosa è certa, quest'anno la copertina del catalogo sarà blu...
L'attesa è dura, posso capirlo, ma per occupare il tempo passo la parola a voi con le vostre previsioni.
Una cosa è certa, quest'anno la copertina del catalogo sarà blu...
7 febbraio 2011
Miami: Battezzata "Marina"
E' stata battezzata a Miami la "Marina", nuova ammiraglia della comp. Oceania Cruises. Qualche numero per renderci conto delle dimensioni: 238 metri di lunghezza per 65.000 tonnellate di stazza. Per gli ospiti ci sono 626 cabine e suite, di cui il 96% con vista mare.
La "Marina" sarà dedicata per crociere premium, così come per la sister ship "Riviera" che è in costruzione presso Fincantieri e in consegna l'anno prossimo.
5 febbraio 2011
SS United States: a new life
La fine del transatlantico Ss United States è arrivato, ma per dare spazio ad un nuovo inizio. Dopo l'annuncio che risale a luglio scorso l'organizzazione no profit Ss United States Conservancy con un assegno di 5,8 milioni di dollari è diventato il proprietario del celebre transatlantico Ss United States che dal 1996 giace in una sorta di coma di fronte a una banchina della periferia portuale a sud di Filadelfia. Nel suo futuro è in progetto una riconversione in struttura turistica e non solo. In parte albergo, museo, addirittura c'è in mente un centro commerciale e casinò.
In breve, i progetti per il vecchio transatlantico ci sono, ma il problema per ora resta il capitale disponibile che basta solo per le spese di manutenzione-parcheggio dei prossimi 20 mesi.
La Storia
di Arturo Cocchi
Il nome United States risuona con tutta la sua aura di leggenda a chiunque abbia conoscenze minime di marineria, un alone che neanche l'attuale livrea cadente e arrugginita riesce a scalfire. Costruita all'inizio degli anni Cinquanta, la United States è il transatlantico - guai a chiamarla nave da crociera - più veloce mai esistito. Nel luglio del 1952, in un viaggio andata e ritorno da Ambrose, nella Baia di New York al faro di Bishop Rock, in Cornovaglia, frantumò i precedenti primati sulla traversata Europa-Nordamerica, stabilendo due record, rispettivamente di 3 giorni, 10 ore e 40 minuti e di 92 minuti in più nella tratta Oriente-Occidente, che vale il celebre Nastro azzurro. Due primati, il più rapido dei quali percorso alla media di 35,59 nodi (quasi 66 chilometri orari) tuttora imbattuti, almeno se si parla di navi vere e non di prototipi superveloci dedicati, costruiti e pilotati da miliardari in cerca di fama.
Quasi due volte più veloce, con i suoi 38 nodi di punta, degli odierni colossi da crociera non vincolati agli obbighi del servizio di linea, ma anche nettamente più rapido di tutti i transatlantici della sua generazione e di quella seguente, il Concorde degli oceani aveva molti altri motivi per non essere considerato un vascello come gli altri.
Nata allo scoccare degli Cinquanta, a cavallo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio della guerra fredda, la United States era un incrocio tra un mezzo militare e un normale vascello passeggeri.
Nei suoi 302 metri di lunghezza, per 53 mila tonnellate di stazza lorda, potevano infatti essere ospitati 1900 viaggiatori o, in alternativa, e con rapida conversione, 14 mila soldati, da trasportare nel minor tempo possibile dove necessario.
Costruita da un'icona del design navale, l'architetto Francis Gibbs, la nave aveva poi un'autonomia di 11 mila miglia nautiche (quasi 20mila chilometri), poteva cioè fare mezzo giro del mondo senza rifornire. I motori erano di tipo militare, come lo erano la costruzione a compartimenti o la struttura delle comunicazioni telefoniche, o la presenza di stazioni di timoneggio multiple.
Per la fortuna di tutti noi, la vocazione militare del particolarissimo mezzo non ebbe mai ragione di essere impiegata. La United States svolse così la sua brillante carriera da transatlantico di linea fino al 1969.
La concorrenza degli aerei era nel frattempo diventata troppo forte, negli Usa prima che nel resto del mondo: non rimaneva che imboccare il mesto tunnel dell'oblio, come sarebbe accaduto a tutti i bastimenti della sua era, tra cui le nostre Michelangelo e Raffaello.
Quindici anni fa fu collocata nella posizione attuale, mentre l'ultimo proprietario (fino a ieri), l'armatore Norwegian Cruise Line (di proprietà asiatica) tentava l'impervia strada di un restauro finalizzato a fare l'ammiraglia della sua linea, ben presto fermato dai costi.
Il futuro sembrava segnato: un lento ma inesorabile decadimento allo stato di ruggine alla periferia di Filadelfia. Ma ora, un pizzico di speranza per i molti americani che considerano il "transatlantico militare" un pezzo di storia a stelle e strisce arriva da questo gruppo di entusiasti.
Ne fanno parte, tra gli altri, Susan Gibbs, nipote del progettista, Dan McSweeney, capitano di marina, un americano di prima generazione il cui padre emigrò negli States per lavorare alla costruzione della United States, e Gerry Lenfest, un filantropo di Filadelfia, che ha contribuito più di tutti per la parte finanziaria.
In breve, i progetti per il vecchio transatlantico ci sono, ma il problema per ora resta il capitale disponibile che basta solo per le spese di manutenzione-parcheggio dei prossimi 20 mesi.
La Storia
di Arturo Cocchi
Il nome United States risuona con tutta la sua aura di leggenda a chiunque abbia conoscenze minime di marineria, un alone che neanche l'attuale livrea cadente e arrugginita riesce a scalfire. Costruita all'inizio degli anni Cinquanta, la United States è il transatlantico - guai a chiamarla nave da crociera - più veloce mai esistito. Nel luglio del 1952, in un viaggio andata e ritorno da Ambrose, nella Baia di New York al faro di Bishop Rock, in Cornovaglia, frantumò i precedenti primati sulla traversata Europa-Nordamerica, stabilendo due record, rispettivamente di 3 giorni, 10 ore e 40 minuti e di 92 minuti in più nella tratta Oriente-Occidente, che vale il celebre Nastro azzurro. Due primati, il più rapido dei quali percorso alla media di 35,59 nodi (quasi 66 chilometri orari) tuttora imbattuti, almeno se si parla di navi vere e non di prototipi superveloci dedicati, costruiti e pilotati da miliardari in cerca di fama.
Quasi due volte più veloce, con i suoi 38 nodi di punta, degli odierni colossi da crociera non vincolati agli obbighi del servizio di linea, ma anche nettamente più rapido di tutti i transatlantici della sua generazione e di quella seguente, il Concorde degli oceani aveva molti altri motivi per non essere considerato un vascello come gli altri.
Nata allo scoccare degli Cinquanta, a cavallo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio della guerra fredda, la United States era un incrocio tra un mezzo militare e un normale vascello passeggeri.
Nei suoi 302 metri di lunghezza, per 53 mila tonnellate di stazza lorda, potevano infatti essere ospitati 1900 viaggiatori o, in alternativa, e con rapida conversione, 14 mila soldati, da trasportare nel minor tempo possibile dove necessario.
Costruita da un'icona del design navale, l'architetto Francis Gibbs, la nave aveva poi un'autonomia di 11 mila miglia nautiche (quasi 20mila chilometri), poteva cioè fare mezzo giro del mondo senza rifornire. I motori erano di tipo militare, come lo erano la costruzione a compartimenti o la struttura delle comunicazioni telefoniche, o la presenza di stazioni di timoneggio multiple.
Per la fortuna di tutti noi, la vocazione militare del particolarissimo mezzo non ebbe mai ragione di essere impiegata. La United States svolse così la sua brillante carriera da transatlantico di linea fino al 1969.
La concorrenza degli aerei era nel frattempo diventata troppo forte, negli Usa prima che nel resto del mondo: non rimaneva che imboccare il mesto tunnel dell'oblio, come sarebbe accaduto a tutti i bastimenti della sua era, tra cui le nostre Michelangelo e Raffaello.
Quindici anni fa fu collocata nella posizione attuale, mentre l'ultimo proprietario (fino a ieri), l'armatore Norwegian Cruise Line (di proprietà asiatica) tentava l'impervia strada di un restauro finalizzato a fare l'ammiraglia della sua linea, ben presto fermato dai costi.
Il futuro sembrava segnato: un lento ma inesorabile decadimento allo stato di ruggine alla periferia di Filadelfia. Ma ora, un pizzico di speranza per i molti americani che considerano il "transatlantico militare" un pezzo di storia a stelle e strisce arriva da questo gruppo di entusiasti.
Ne fanno parte, tra gli altri, Susan Gibbs, nipote del progettista, Dan McSweeney, capitano di marina, un americano di prima generazione il cui padre emigrò negli States per lavorare alla costruzione della United States, e Gerry Lenfest, un filantropo di Filadelfia, che ha contribuito più di tutti per la parte finanziaria.
4 febbraio 2011
Crociera di Capodanno con Costa Pacifica
L’amica Piera per il suo Capodanno ha scelto come destinazione di vacanza la Costa Pacifica. La crociera, della durata di 12 giorni, con possibilità d’imbarco a Civitavecchia e Savona, comprendeva Kakolon, Atene, Smirne, Ashdo e Alessandria. Qualche scatto per ritornare indietro nel tempo.
Ritornando ancora più indietro ed esattamente a giugno 2009, Piera ci regala qualche scatto del battesimo di Luminosa e Pacifica

Ritornando ancora più indietro ed esattamente a giugno 2009, Piera ci regala qualche scatto del battesimo di Luminosa e Pacifica
3 febbraio 2011
Queen Elizabeth attraversa il Canale di Panama
Queen Elizabeth impegnata nell'attraversare il Canale di Panama. Fa sempre un certo effetto..
Quì il passaggio del Canale di Panama da parte della Queen Victoria nel gennaio dello scorso anno.
2 febbraio 2011
MSC / Costa Crociere/ Royal Caribbean annullano Egitto e Tunisia...
A causa dei disordini, le navi della Costa Crociere non faranno più scalo in Egitto e Tunisia. Le crociere verranno svolte regolarmente modificando gli itinerari.
Gli itinerari delle navi sono stati modificati sostituendo quelli in Egitto e Tunisia con scali alternativi. In particolare, le crociere nel Mar Rosso con Costa Allegra e Costa Marina saranno dirottate sugli scali di Giordania e Israele, con operazioni di imbarco e sbarco nel porto di Aqaba.
Per le crociere nel Mediterraneo, che prevedevano lo salo di una giornata ad Alessandria d'Egitto, l'itinerario sara' invece modificato con scali alternativi di una giornata in Grecia o Israele.
Per le classiche crociere nel Mediterraneo di sette giorni, lo scalo di una giornata a Tunisi verra' sostituito con uno scalo, sempre di una giornata, a Palma, Malta o Cagliari.
La compagnia ripristinerà gli itinerari originali "quando in questi due Paesi il Ministero degli Affari esteri avrà dichiarato il ristabilirsi delle condizioni di stabilità e di sicurezza"Stessa storia anche con Msc Crociere che ha deciso di modificare tutti gli itinerari di MSC Magnifica e MSC Splendida che faranno scalo ad Alessandria d'Egitto per il resto della stagione.
Alla luce della revoca dello "sconsiglio" da parte del Ministero degli Affari Esteri Italiano per i viaggi verso alcune località turistiche egiziane, in particolare il Mar Rosso e Luxor, e delle valutazioni effettuate dalla Compagnia, Costa Crociere ripristina gli scali in Egitto di Sharm el Sheik, Sokhna e Safaga.
Per le crociere nel Mediterraneo di Costa Pacifica, Costa Allegra, Costa Mediterranea e Costa Atlantica che prevedevano lo scalo di una giornata ad Alessandria d’Egitto, l’itinerario sarà modificato con scali alternativi di 1 giornata in Grecia o Israele
Costa Crociere ripristina gli itinerari della Grande Crociera dal Mar Rosso di Costa Allegra, e le Grandi Crociere dagli Emirati Arabi Uniti di Costa Luminosa e Costa Deliziosa.
Nuovo Aggiornamento Msc: 6 marzo 2011
A causa dei disordini civili in Egitto, e su raccomandazione delle organizzazioni di sicurezza internazionale, MSC Crociere ha modificato i propri programmi di crociera.
Gli itinerari saranno modificati finchè l'ordine pubblico nel paese non sarà ristabilito, per garantire gli alti standard di sicurezza e confort dei passeggeri di MSC Crociere.
Inoltre tutti gli itinerari nel Mediterraneo che comprendevano originariamente scali ad Alessandria (Egitto), Haifa (Israele) e Ashdod (Israele), saranno modificati offrendo scali alternativi, di equivalente fascino e interesse culturale, come Limassol (Cipro), Rodi (Grecia), Marmaris (Turchia) e i nuovi, meravigliosi scali ad Alanya (Turchia) e Antalya (Turchia).
Royal Caribbean: aggiornamento scali in Egitto 23 marzo 2011: le modifiche:
Mariner of the Seas, In partenza da Civitavecchia (Roma) Lunedì 18 Aprile non farà scalo ad Alessandria (Egitto) Domenica 24 Aprile, ma farà scalo ad Istanbul (Turchia) Domenica 24 Aprile dove resterà fino alle 19.00 di Lunedì 25 Aprile.
Mariner of the Seas, In partenza da Civitavecchia (Roma) Mercoledì 11 Maggio non farà scalo ad Alessandria (Egitto) Mercoledì 18 Maggio, ma sarà in navigazione Lunedì 16 Maggio, per approdare a Istanbul alle 7:00 di Martedì 17 Maggio fino alle 19:00 di Mercoledì 18 Maggio. Sarà a Efeso (Kusadasi) in Turchia, Giovedì 19 Maggio dalle 10:00 alle 19:00.
Mariner of the Seas In partenza da Civitavecchia (Roma) Sabato 4 Giugno, non farà scalo ad Alessandria (Egitto) Sabato 11 Giugno, ma farà scalo ad Istanbul (Turchia) Sabato 11 Giugno dove resterà fino alle 19.00 di Domenica 12 Giugno.
Mariner of the Seas, In partenza da Civitavecchia (Roma) Martedì 28 Giugno, non farà scalo ad Alessandria (Egitto) Mercoledì 6 Luglio, ma farà scalo ad Istanbul (Turchia) Mercoledì 6 Luglio dove resterà fino alle 19.00 di Giovedì 7 Luglio.
Brilliance of the Seas, in partenza per Dubai e gli Emirati Arabi Giovedì 21 Aprile, seguirà un ititnerario modificato come segue:
| Giorno | Porto di Scalo | Ora di arrivo | Ora di partenza |
| Giovedì | Dubai, Emirati Arabi Uniti | 17:00 | |
| Venerdì | Abu Dhabi,, Emirati Arabi Uniti | 8:00 | 17:00 |
| Sabato | Fujairah, Emirati Arabi Uniti | 9:00 | 18:00 |
| Domenica | Muscat, Oman | 8:00 | 18:00 |
| Lunedì | Navigazione | ||
| Martedì | Navigazione | ||
| Mercoledì | Navigazione | ||
| Giovedì | Navigazione | ||
| Venerdì | Navigazione | ||
| Sabato | Navigazione | ||
| Domenica | Canale di Suez (Passaggio) | 6:00 | 20:00 |
| Lunedì | Navigazione | ||
| Martedì | Navigazione | ||
| Mercoledì | Roma (Civitavecchia), Italia | 8:00 | 20:00 |
| Giovedì | Firenze/Pisa (Livorno), Italia | 7:00 | 19:00 |
| Venerdì | Navigazione | 6:00 | |
| Sabato | Barcellona, Spagna |
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