18 febbraio 2012

La Moby perde peso...

Purtroppo il 2012 non ha portato quella ventata di novità che in tutti i settori si aspettava, è vero che siamo solo al secondo mese dell'anno, però gli studi di settore per le compagnie marittime di trasporto passeggeri non preannunciano nulla di buono tra la crisi economica, il costo alle stelle dei carburanti e il rincaro dei biglietti.
"Radio Banchina" da qualche mese sussurrava che la compagnia della balena blu Moby e dei Looney Tunes avesse messo in vendita una sua nave, ovviamente i riflettori si erano accesi su quelle unità più anziane o più dispendiose di carburante della flotta, ma nulla lasciava immaginare che invece ad essere venduta in realtà fosse proprio uno dei gioielli di famiglia, ovvero la Moby Freedom venduta alla compagnia finlandese Eckerö che collega Helsinki a Tallinn.
Purtroppo la compagnia napoletana di Vincenzo Onorato ha venduto uno dei suoi 3 tenori, passatemi il paragone calcistico con il calcio Napoli, un poco come se il Napoli calcio decidesse di vendere un calciatore tra Lavezzi, Hamsik o Cavani per fare cassa.
Il Moby Freedom gioiello della flotta Moby assieme alle sue 2 gemelle, ogni estate iniziava la sua giornata collegando l'isola bianca con Civitavecchia in sole 4h a traversata per poi ripartire la sera alla volta di genova sempre da Olbia e l'indomani raggiungere Bastia per poi fare ritorno a Genova e ripartire in serata verso Olbia, insomma in continuo movimento.
L'amaro in bocca resta anche perchè si tratta di una nave varata nel 2001 nei cantieri Daewoo Shipbuilding & Heavy Machinery Ltd. di Okpo in Corea del Sud, che con i suoi 175 metri di lunghezza ha trasportato per un decennio nel Tirreno settentrionale milioni di passeggeri abituandoli a standard qualitativi di tutto rispetto per delle navi traghetto.
Speriamo si tratti di un sacrificio isolato e che la situazione migliori per le compagnie italiane di cabotaggio.

Mirko

15 commenti :

  1. la famosa Moby Freedom venduta? ma che scelta è? doveva vendersi un paio di traghetti vecchi.

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  2. Hanno venduto il Freedom per fare cassa = soldi, parecchi!!

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  3. Solo noi importiamo vecchie ciabatte di 30 anni e vendiamo le nuove unità ad altri paesi...

    Cristiano

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  4. Cristiano!

    E' davvero così. Le navi della Moby sono riciclate e le fiancate, tanto per "ringiovanirle" un poco
    sono dipinte con parecchia fantasia!

    http://www.fortogden.com/moby%20wonder%20-1.jpg

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  5. Cristiano, Silvano.

    E' vero, e questo la dice lunga sulle condizioni delle nostre compagnie di navigazione e sulle politiche per il futuro. Speriaamo bene.....

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  6. Purtroppo le nostre compagnie non hanno dei governi come quelli del nord europa e noi non abbiamo un PIL come o la mentalità di questi paesi del nord!

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  7. La Tirennia è ora di proprietà Moby APponte e Grimaldi Che faranno i tre?
    Le navi della TIRRENIA, lo sapete tutti, sono ridotte male e obsolete. Certo che la presenza della MOBY non mi pare "incoraggiante". E' giunto davvero il momento di rivalutare i traghetti, varando nuove imbarcazioni comode e veloci. Creando le "autostrade del mare".
    Lavoro per FINCANTIERI in crisi e molti automobilisti, specialmente stranieri, che sarebbero felici di raggiungere la Sardegnae il bellissimo meridione d'Italia, senza guidare ore e ore sotto il sole. Bisogna partire senza attendere segnali dal governo. Gli armatori debbono finalmente mostrate di avere gli attributi. Caso contrario, e questo vale anche per la navi da crociera, saranno le compagnie straniere a farla da padrone. La Corsica Sardinia Ferries che ha perso circa il 6% dei passeggeri nello scorso anno, si sta dando da fare!

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    1. Silvano hai ragione, bisognerebbe, e sarebbe ora, ripensare il mondo dei trasporti in genere, con le autostrade del mare non solo gli automobilisti potrebbero averne un grande beneficio, ma anche tutti i cittadini che si libererebbero così dalle lobby degli autotrasportatori. Ne gioverebbero i costi, l'ambiente, e si creerebbero molti nuovi posti di lavoro. Un caso per tutti: i camion in Germania (di cui ultimamente si parla tanto e si prende ad esempio solo per quello che fa comodo ai politici) viaggiano prevalentemente su rotaia!!!!!

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    2. Sulla carta ed a parole può sembrare tutto facile e bello da realizzare, ma purtroppo per noi giovani e non solo non è

      tutto oro quello che luccica!
      Sig Silvano la mia risposta non è una critica o un accusa nei suoi riguardi, anzi trovo molto bello e piacevole poter

      dialogare in questo blog con delle persone educate e competenti quanto appassionate comuni del pianeta mare tra cui

      considero anche lei.
      Per quello che ne so io, la Tirrenia è ancora dello stato italiano, sia l'antitrust italiano che la commissione europea devono

      ancora pronunciarsi in modo definitivo sulla cessione a privati (CIN) e delle convenzioni di servizio pubblico che dovranno

      essere stipulate dal nuovo proprietario (costi, modalità, qualità del naviglio etc).
      Certo che dal nuovo proprietario mi aspetto un passo in avanti del servizio, delle linee ed un certo equilibrio nei prezzi per

      quanto possibile, ovvio che un privato che acquista la disastrata Tirrenia lo fa per profit non certo per spirito caritatevole

      però almeno si evitaranno sprechi inutili di soldi per fantasiose costruzioni (3 dei 4 mezzi veloci costati quanto e più di

      navi da crociera oggi sono in turchia a diventare lamette da barba) e ci sarà meno politica incompetente a gestire un

      azienda.
      Purtroppo oggi assumere del personale in modo stabile ha un costo enorme per l'azienda italiana, si dovrebbe incassare qualcosa come il triplo di quello che esce ogni mese per i soli stipendi, poi dobbiamo aggiungere le tasse e tutto il resto.
      Quindi dal mio Stato mi aspetterei una politica fatta di sconti, agevolazioni fiscali, sconti sull'Iva per consentire di fare impresa ed assumere giovani e non. Invece ricordo solo che la famosa legge che prevede delle agevolazioni per chi assume i lavoratori in mobilità o cmq over 50 è ancora in attesa di un decreto di attuazione, ma purtroppo siamo in Italia.

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    3. Per quello che riguarda la crisi e lo stato attuale dei cantieri Italiani, non solo Fincantieri, ci sono anche i Nuovi Cantieri Apuania di Massa Carrara ed il cantiere Visentini purtroppo sono vittime bianche dello stato in cui si trovano, costruire navi e proporre prodotti validi ed apprezzati in tutto il mondo non è la stessa cosa di vendere auto.
      Oggi se fossi un armatore, più che coraggio o attributi avrei bisogno di molti milioni di euro per fare investimenti e aprire nuove linee o ordinare nuove navi.
      La Corsica Ferries nel mercato francese in cui ha una notevole quota di pax rispetto all'altro competitors statale riesce ad andare avanti, ma secondo me c'è molto (soldi) della proprietà, perchè in quel mercato la stato pur di avere e mantenere una sua compagnia prevede per gli altri un rimborso a pax ed auto trasportato in base al periodo dell'anno.
      Vediamo fino a quando resisteranno...

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    4. Un ultima battuta sulla Moby, da qualche mese hanno acquisito la Toremar, potrebbe non essere "incoraggiante", però stanno svecchiando la flotta toremar, hanno noleggiato 2 navi di recente costruzione (lora d'abundo e giuseppe rum) per i collegamenti regionali, come inizio mi sembra promettente.Il tempo è galantuomo...

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    5. Basta chiedere agli elbani e ai gigliesi, sono due navi inadatte, o perchè piccole, o perchè portano pochissimi mezzi pesanti, o perchè consumano troppo, o perchè hanno un'unica entrata e uscita dal garage a poppa, a differenza delle altre che ne hanno sempre avute due, e altro ....

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  8. Mirko!

    Non ci resta che sperare!

    Con amicizia.

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  9. per non parlare poi della posizione dominante che hanno nei collegamenti con l'elba e dei prezzi sempre più alti che stanno uccidendo l'economia turistica dell'isola d'elba a vantaggio anche della costa toscana

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