Moby Dick
Herman Melville
1851
Ismaele si imbarca sulla
baleniera Pequod che va a caccia di capodogli e balene. Sulla stessa conosce,
per la prima volta, il Capitano Achab, un uomo forte e con una gamba d’osso di
balena, deciso a trovare la balena bianca Moby Dick e ad ucciderla per
vendicarsi della mutilazione subita. La mostruosa Moby Dick si aggira nei
fondali pronta ad uccidere chiunque provi a seguirla. Tutti hanno paura di lei
e nessuna imbarcazione tenta di inseguirla. Ma il capitano Achab è pronto a
correre ogni rischio pur di trovarla!
Per mesi il Pequod naviga in
cerca della balena bianca e dopo l’apparizione del mostro marino il capitano si
fa ancora più deciso nello sfidare la creatura ma le conseguenze di questo
attacco sono prevedibili e portano alla morte del capitano facendolo
sprofondare negli abissi. L’unico a salvarsi è proprio Ismaele.
Melville ci fa vivere delle scene
epiche, raccontate da Ismaele, alter ego dello scrittore, di ricerca e lotta
alle balene, trascina il lettore attraverso ogni momento lasciandolo in balia
di significati da interpretare. Non è solo questa la trama di Moby Dick, ogni
scena ha significati da trovare e analizzare. Il lettore vive momenti di
riflessione, di smarrimento (proprio come i personaggi in mezzo all’oceano) e
di confusione tra storia e digressioni, citazioni e allegorie.
Curiosità:
1) Alla sua uscita non fu preso molto in considerazione ma
oggi è ritenuto uno dei capolavori della letteratura americana.
2) Herman
Melville fu ispirato per la composizione del libro dalle esperienze del
capitano George Pollard (Comandante di una baleniera). Egli perse la propria
nave (la Essex )
a causa dello speronamento di un cetaceo, e ciò ispirò Melville quando lo
conobbe dopo un secondo naufragio avvenuto diversi anni dopo al largo delle Hawaii.
3) Moby
Dick in realtà è un capodoglio e non una balena bianca.
4) In
Italia fu tradotto per la prima volta da Cesare Pavese nel 1932.
5)
Moby Duck è un personaggio della Disney ispirato al
romanzo; appare in Paperino con Moby Duck (sulla scia d'una balena)
Riferimenti al
romanzo:
1)
Nel libro I mari del sud di Cesare Pavese c'è un
chiaro rimando all'opera di Melville.
2)
Nell'album Led Zeppelin II dei Led Zeppelin è presente
un brano strumentale il cui titolo è proprio Moby Dick.
3)
L'album Leviathan dei Mastodon è un concept
album basato sull'opera di Melville.
4)
Nell' album Samarcanda di Roberto Vecchioni, nel
brano Canzone per Sergio vi è un riferimento al romanzo nei versi "Il
capitano Achab non torna più / dal viaggio contro l'impossibile".
5)
Nell'album Marinai, profeti e balene di Vinicio
Capossela vi sono chiari rimandi al romanzo di Melville, in particolare il
brano Fuochi Fatui racconta la fine del capitano Achab e della baleniera
Pequod.
Rubrica domenicale “Leggere tra
le onde” a cura di Stefano Mosca.

Romanzo che non mi è mai piaciuto, esalta il lato cocciuto ed egoista dell’indole umana ma anche la paura di quanto ancora non conosciamo direttamente, che ci attira verso una nuova e unica conquista in un rapporto sbagliato con gli elementi. Al di là delle apparenze lo trovo nonostante tutto “poco marinaro”, ma è solo un mio parere.
RispondiEliminaho visto anche i diversi film, la storia nel suo insieme è scritta bene.
RispondiEliminaRiguardo la curiosità tra capodoglio e balena bianca, mi ha meravigliato che molte persone si confondevano, anche quando ne parlavano in tv, in certi programmi di libri.
buona domenica
Moby Dick è sempre stato un mito...! Gli uomini non devono voler distruggere a tutti i costi le forze della natura!
RispondiEliminaSono contento dei vostri commenti discordanti. :D
RispondiEliminaIo e Carlo vogliamo creare un luogo di riflessione e di pareri, anche i più diversi.
Stefano!
E’ grazie a questa tua rubrica Stefano, che ho scoperto la trasposizione disneyana dell’opera di Baricco. Non sapevo che esistesse, e da appassionato di fumetti, l’ho subito comprata, è un sogno da leggere, bellissima, Faraci e Cavazzano con scenografie e disegni magistrali hanno dato, se ve ne era bisogno, un ulteriore tocco di romanticismo e bellezza a questa storia.
EliminaGrazie Stefano, è un impegno davvero lodevole e che ha già dato ottimi risultati!
RispondiEliminaCiao!
Piera sei immensa!
RispondiEliminaQuesto è davvero un grande forum. Non amo i social network, anche se ogni tanto sono "obbligato" a usare Facebook. In questo forum, a parte il fatto che si parla di mare e di navi, passioni che ci accomunano, ci si ricorda ancora del mondo della cultura troppo spessa dimenticata. Riccardo accenna a Baricco, uno scrittore che davvero amo!
"IL MARE E' SENZA STRADE, IL MARE E' SENZA SPIEGAZIONI" - (A. Baricco - "OCEANO MARE") - il mio motto!
GRANDE FORUM!!!
@ Riccardo: Mi fa davvero piacere aver dato un'informazione utile! Sono felice di questo.
RispondiElimina@ Piera: Grazie a Carlo che mi ha proposto il progetto e grazie a tutti voi che seguite la rubrica e commentato. L'unico scopo è portare alla riflessione, alla lettura di romanzi sconosciuti e discutere su quelli già noti.
@ Silvano: Baricco si fa amare perché ha una penna che tocca i nostri amini. Il primo articolo è dedicato a "Novecento" e presto arriverà anche OceanoMare...
Stefano!
Verisssimo amico Stefano. Grande Baricco!
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