14 settembre 2012

Grandi Navi a Venezia...falsità e scarsa conoscenza della realtà

Foto del lettore Silvano
A Venezia si è acceso da alcuni mesi un dibattito sull'opportunità di continuare a mantenere il traffico delle navi da crociera in transito per il bacino di San Marco con destinazione finale gli ormeggi della Marittima. Un dibattito che investe istituzioni, associazioni, cittadini in un dialogo viziato da affermazioni destituite di ogni fondamento scientifico e tecnico circa il presunto danno che le navi da crociera arrecano alla città di Venezia. 

Dichiarazioni che incautamente mettono a rischio un comparto prezioso dell’economia turistica locale. Un segmento produttivo in ottima salute, almeno fino ad ora, invidiato da tutti gli altri porti dell’Adriatico, che oggi dà lavoro a Venezia a oltre 5500 occupati diretti. Un valore da raddoppiare considerando anche l’occupazione indotta. Le dichiarazioni profuse sullo slancio emotivo di alcuni eventi eccezionali e relative psicosi, quali il naufragio della Costa Concordia e di sofferenze meramente estetiche rischiano di creare danni irreparabili al traffico crocieristico ed ai posti di lavoro ad esso connessi.
Tutti gli studi e le misurazioni effettuate negli anni  da istituti indipendenti e autorevoli (cito  Università Ca’ Foscari, IUAV, Università di Padova, CNR e ARPAV) hanno documentato e dimostrato come i presunti problemi di incompatibilità di Venezia con il traffico crocieristico siano imputabili ad una scarsa conoscenza della realtà. 

Le onde che in alcuni filmati creati ad hoc,  si infrangono con forza contro le fondamenta non sono dovute alle navi, bensì al traffico dei piccoli natanti , barche da trasporto, motoscafi, senza considerare quelli che riguardano il trasporto pubblico) che  con il loro scafo spigolato producono forti correnti. Una grande differenza  con il movimento d’acqua generato dalle navi da crociera,   morbido e progressivo come il flusso di marea.  
L’inquinamento dell’aria provocato dai fumi emessi dai camini delle navi è diminuito, grazie all’impiego di carburanti con un contenuto di zolfo sempre più restrittivo (32 per cento rispetto al 2007). Ed il futuro nel segno del cold ironing , alimentazione elettrica da terra, abbasserà ulteriormente le emissioni. Sul fronte della sicurezza infine Venezia grazie alla particolare morfologia dei suoi canali di navigazione , al fondale sabbioso ed all’obbligo del servizio di pilotaggio e di rimorchio, offre la massima garanzia. 
E’ come se la nave navigasse su binari da cui anche volendo non può uscire. Alla luce di quanto detto emerge chiaramente come accogliere e promuovere il traffico crocieristico a Venezia rappresenti un’opportunità e non un danno per la città stessa. 

Un capitale non solo economico, ma di professionalità da tutelare . Chi denigra e disinforma su questo tema deve e dovrà assumersi, in questa particolare congiuntura economica, la responsabilità, nei confronti non solo del comparto crocieristico, ma dell’intera economia ricettiva della città. Confondere le idee ai cittadini, all’opinione pubblica, con un’opera di disinformazione rischia di far perdere alla Serenissima in un attimo un traffico conquistato faticosamente negli anni.
Massimo Bernardo - Presidente Cruise Venice 
Emilio Gamba - Vice Presidente Cruise Venice

8 commenti :

  1. Sono pienamente d’accordo, il turismo potrebbe in futuro e se non ostacolato creare ancora più posti di lavoro (pensiamo ai giovani disoccupati), quindi, devono essere abbandonate le strumentalizzazioni e le paure medioevali, fatti ormai e purtroppo tipici del nostro paese ove l’ignoranza sembra dilagare e prendere il sopravvento anche sul buonsenso. E’ importante invece essere consapevoli che si parla di sistemi tecnologicamente avanzati e quasi esenti da rischio, dico quasi perche il caso Concordia ci ricorda che quello che gli americani definiscono lo “human factor” esiste ed è sempre in agguato, ma dipende esclusivamente dal rispetto o no delle regole e delle norme nella definizione di processi all’interno dei quali si muovono ed esistono le tecnologie.
    La Concordia non è affondata per un guasto, semplicemente non doveva essere li come infatti stabilivano chiaramente le regole. In definitiva, secondo me, chi non vuole le navi da crociera a Venezia, non deve avere timore della tecnologia o peggio delle norme, ma di chi con molta leggerezza e per diversi motivi le elude poiché in Italia è purtroppo una pratica diffusa.

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    1. come non ne capiscono niente della Concordia affondata, non capiscono nulla di queste navi che a Venezia possono solo far bene a far girare un po di soldi.

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    2. Scusa trovo un pò bizzarro credere che la salvaguardia del patrimonio artistico iataliano (e mondiale oserei dire) si possa descrivere come "paura medioevale", ritengo che hai ragione anche tu,perchè solo qui in Italia si può permettere che navi della stazza della MSC Divina passino a pochi metri da Piazza S.Marco. Mi dispiace dirlo, ma questo discorso è solo uno specchio delle allodole, perchè trovo più che normale che il Presidente Cruise Venice vada in giro dicendo che le navi sono una risorsa per Venezia, e il che può anche essere vero, ma prorio per le persone che sono al comando delle navi qui, direi che sarebbe meglio evitare, poi sebbene le navi ortino ricchezza alla città non si può dire altrettanto dell'ecosistema distrutto della Laguna Veneta. Comunque finchè la gente non cambierà tutto rimarrà com'è, erchè a mio avviso il peggior pericolo per l'Italia sono gli Italiani!!!!

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  2. Venezia e ormai una città allo sbando piu totale dove regna una sorta di anarchia e dove tutto e permesso .Venditori abusivi ad ogni angolo di strada e anche in piazza S. Marco, finti accattoni dappertutto , mezzi pubblici ridotti a sorta di carri bestiame per 11 mesi l'anno, i cittadini residenti sono ormai una razza in via di estinzione. La città e costantemente invasa dal turismo più becero .

    Le grandi navi non sono sicuramente il più grave dei problemi e vedendole uscire nel canale della Giudecca , il moto ondoso che provocano e nettamente minore rispetto a quello dei motoscafi turistici , dei taxi acquei e dei mezzi pubblici che costantemente si spostano lungo lo stesso canale.
    Non lavoro al porto e non ho interessi economici nel settore , mi limito ad osservare quello che vedo quotidianamente.

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  3. Scusatemi , sapreste dire cosa è successo alla Costa Victoria ? è uscita dal porto di Shangai, sta andando alla velocità di circa 0.6 nodi e se guardate la webcam di prua ci sono delle luci rosse!

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    1. Hai ragone, se guardi sul sito Marinetraffic.com al link seguente,
      http://www.marinetraffic.com/ais/it/default.aspx?mmsi=247109000&centerx=122.555&centery=31.09083&zoom=10&type_color=6
      trovi che ha fatto una deviazione nel tregitto da Boashan a Kobe, sembrerebbe come se fosse tornata indietro facendo un giro di ispezione, come se ci fosse stato qualcosa o un motivo per quella deviazione, poi ha ripreso la sua rotta con regolare velocità

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  4. Leggete questo link : http://www.port.venice.it/it e andate su "legge sui porti"

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    1. Venezia è un porto molto importante e le istituzioni dovrebbero fare di tutto per mantenerlo competitivo (nel rispetto dell'ambiente e del patrimonio storico culturale, s'intende), così come dovrebbero essere sviluppate logiche comuni per tutti gli scali italiani, tali da renderli sempre appetibili agli armatori e alle compagnie croceristiche.

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