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| Poppa Queen Elizabeth: Il cambio:da Southampton ad Hamilton. Foto: wvdleek |
"Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova e m'imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana..."
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| Foto: wvdleek |
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| Queen Elizabeth in Amsterdam: Foto: wvdleek |



ma si, la celebrazioni dei matrimoni è tutta una scusa per il cambio bandiera.
RispondiEliminaCon una bandiera diversa gli armatori hanno un sacco di vantaggi.
Ottimo orticolo Mirko
Mirko, complimenti per l'articolo. comunque i tempi cambiano anche le comagnie famose si adeguano a far quello che hai scritto, morale, finche' noi andremo in crociera loro faranno i soldi in ogni maniera.Perche non facciano piu' soldi dovrebbe accadere un attentato a d una nave o peggio colasse a picco una da 4000 passeggieri, solo allora si avrebbe un calo sostanzioso dele prenotazioni, e forse si ritornerebbe alle origini con la bandiera che distingue la vera provvenienza.
RispondiEliminaSi diceva che MSC avrebbe issato la bandiera Italiana, ma vedo ancora quella di Panama, l'unica per ora è COSTA che non si adegua al cambio bandiera ma non durera' (credo) ancora per molto.
giovanni
Grazie a tutti.
RispondiEliminaComplimenti a Mirko per L'articolo davvero molto preciso e dettagliato. Un Saluto Silvano B.
RispondiEliminaGli inglesi sono gente coriacea che tiene duro fino in fondo, e questo è un altro, ennesimo, segnale di crisi del settore.
RispondiEliminaAnch'io mi complimento caldamente con te, Mirko!
RispondiEliminaSarebbe interessante sapere come e dove vengono versate le quote assicurative che riguardano gli ospiti delle navi che battono bandiera di quei posti esotici...
Credo che la MSC metta la bandiera italiana solo quando è attraccata ad un porto italiano.
Secondo il diritto internazionale, le navi issano la bandiera della nazione ove sono iscritte le rispettive società e quella della nazione del porto ospitante nel momento.
Carissimi saluti a tutti!
Piera
A furia di essere noioso, ancora tanti tanti grazie a tutti.
RispondiEliminaPurtroppo i tempi cambiano ma la logica del business e del profitto resta invariata, per cui ogni espediente è utile in barba di tutto.
Piera ogni nave nei porti Italiani issa la piccola bandiera italiana, ma a oppa è di Panama.
RispondiEliminagiovanni
Che tristezza. Anche la mitica CUNARD, gloria e vanto dell'Inghilterra, cambia bandiera dopo essersi venduta alla CARNIVAL. Certo che tale mutamento conviene a Mike Arison, Non va scordato che il "fenomeno",
RispondiEliminacittadino onorario di Genova (sic?), quando acquistò COSTA CROCIERE voleva cancellare il logo "C". Non lo fece solo per questioni di "money", quando si rese conto che questo ogo era amato in tutta Europa e, non solo. Come cittadino onorario di Genova......ha spostato le proprie navi a Savona.
Mah, il fatto è che oggigiorno non ha più senso parlare di bandiere ombra, semmai di bandiere di comodo, cioè quelle bandiere che si scelgono proprio per le loro praticità, e non per la sede della compagnia armatrice.
RispondiEliminaCerto, è innegabile che per le navi da crociera le leggi sul lavoro abbiano un'incidenza particolare. La Costa stessa passò le navi alla Liberia qualche anno prima di essere venduta, e ritornò all'Italia solo con la creazione del Registro Internazionale Italiano, per cui si va in deroga a molte leggi nostrane. Tra l'altro, per le società (italiane) che hanno la flotta nel registro internazionale vale la tonnage tax: non pagano le tasse su quanto guadagnano, ma un fisso ogni anno proporzionale al tonnellaggio della flotta.
Per capire come la bandiere siano cambiate basta dare un occhio ai report annuali del PSC del Paris Mou. Quasi tutte le bandiere che hai menzionato sono nella "white list", Panama ci è entrata quest'anno (dopo essere stata nella grey e dopo aver intrapreso una politica molto severa sullo standard delle sue navi).
https://www.parismou.org/Content/PublishedMedia/cab1f247-2507-4fab-a4db-6c5ac1cf8957/Annual%20Report%202010%20final%20(30%20June%202011).pdf
Qui trovi le bandiere considerate migliori (low risk) per il Paris Mou, quindi per la UE:
http://www.parismou.org/Inspection_efforts/Inspections/Ship_risk_profile/Flags_meeting_low_risk_criteria/
Come vedi, ce ne sono molte di comodo. Questo perchè se da una parte vogliono attrarre clienti con basse fees, dall'altra è nel loro stesso interesse avere navi di qualità.
Concludo con una considerazione: lavoro per una società che gestisce navi con sia battenti bandiera Italiana, che di altri stati (Bahamas, Malta, Panama, Singapore). L'Italia si contraddistingue da una burocrazia micidiale, ufficiali della guardia costiera che pretendono di viaggiare in business alle spese degli armatori, e tanta arroganza, ma poi effettivamente i controlli, se la nave non tocca di frequente porti italiani, non è minimamente all'altezza delle altre bandiere.